NSU Ro80, il genio che bruciava troppo in fretta

Logo cromato NSU Ro80 sul cofano anteriore arancione.

Ci sono automobili che cambiano il mondo. Poi ce ne sono altre che provano a farlo, inciampano goffamente, si rialzano, tossiscono olio, implodono… e vengono comunque ricordate come capolavori. La NSU Ro80 è esattamente questo tipo di macchina. Una sorta di unicorno teutonico col cuore rotante e le ginocchia deboli.

I frammenti del racconto: "Per chi vuole andare dritto al cuore della storia…"
Logo cromato NSU Ro80 sul cofano anteriore arancione.
Il leggendario marchio NSU su una Ro80 perfettamente conservata.

Una visione dal futuro: L’aerodinamica di Claus Luthe

Era il 1967. L’uomo non era ancora andato sulla Luna, ma in Germania stavano già montando motori rotativi su berline eleganti. Perché? Perché NSU, una piccola casa con più ambizione che risorse, pensava che i pistoni fossero noiosi e che l’ingegneria dovesse somigliare a un esperimento di laboratorio di fisica quantistica.

Faro anteriore sinistro rettangolare della NSU Ro80 con profilo cromato.
Il design moderno dei fari, integrati aerodinamicamente nel frontale.

Il risultato? Un’automobile dalle linee modernissime – roba che anche oggi fa la sua figura – con un coefficiente aerodinamico di 0,355. Praticamente una goccia d’acciaio su ruote. Opera di Claus Luthe, che successivamente avrebbe messo mano anche ad alcune delle BMW più affilate.

Vista laterale completa di una NSU Ro80 arancione su una strada di ciottoli.
La NSU Ro80 con la sua inconfondibile silhouette.

Il cuore del problema, il motore Wankel

Torniamo al motore. Ah, il mitico motore Wankel. Un birotore da 497,5 cm³ per ciascun rotore che prometteva 113 cavalli (e li dava, ma solo quando era dell’umore giusto). Era leggero, fluido e silenzioso. Sembrava perfetto. Finché non si rompeva. Cosa che succedeva spesso. A volte già a 25.000 chilometri. Questo è meno di quanto faccia un taxi in una settimana.

Vano motore della NSU Ro80 con il motore birotore Wankel visibile.
Il cuore tecnologico e fragile della Ro80: il motore rotativo Wankel.
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Tecnologia da astronauti e stregoneria meccanica

Eppure, salivi sulla Ro80 e ti sentivi un astronauta. Avevi una frizione automatica senza pedale – sì, hai letto bene – che si attivava toccando il pomello del cambio. Il tutto collegato a un complicato sistema a vuoto. Praticamente un’astronave alimentata da stregoneria meccanica.

Portiera anteriore aperta della NSU Ro80 che mostra i pannelli interni neri.
L’accesso all’abitacolo rivela finiture di alta qualità per l’epoca.
Interno della NSU Ro80: volante a tre razze e strumentazione circolare.
La plancia razionale e moderna, con la leva del cambio semiautomatico.
Sedili anteriori in tessuto grigio e tunnel centrale della NSU Ro80.
I sedili offrivano un comfort superiore, ideale per i lunghi viaggi.
Dettaglio dei sedili posteriori in tessuto della NSU Ro80 con bracciolo centrale abbassato.
L’ampio divano posteriore con bracciolo centrale, simbolo del comfort da ammiraglia della Ro80.

In più, sospensioni indipendenti su tutte le ruote, sterzo servoassistito ZF e freni a disco ATE Dunlop… su tutte le ruote. Nel 1967. Quando la maggior parte delle auto frenava a stento anche da ferma.

Ruota anteriore della NSU Ro80 con cerchio in lega originale e pneumatico Matador Stella 2.
Il design distintivo dei cerchi in lega, un tocco di sportività sulla silhouette della Ro80.

Il tramonto di un’epoca e l’eredità Audi

Il vero dramma fu la realtà industriale: NSU non aveva i mezzi per rendere affidabile il suo piccolo capolavoro. Ci provarono, certo. Nel ’69 misero fari alogeni doppi, ventole nei montanti e cambiarono pure la griglia. Nel ’75 arrivarono paraurti con inserti in gomma e fanali posteriori più grandi. Ma era un po’ come cambiare il colore del Titanic mentre affondava.

Vano bagagli aperto della NSU Ro80 con moquette nera e ruota di scorta coperta.
Il capiente bagagliaio della Ro80, rivestito interamente per proteggere i carichi.

Nel 1977 il sipario calò. Lo stabilimento di Neckarsulm fu convertito per costruire Audi, e il marchio NSU finì nell’album dei ricordi, accanto a VHS e floppy disk.

NSU Ro80 arancione fotografata di profilo mentre procede su strada davanti a un edificio.
La NSU Ro80 in movimento mette in risalto la sua linea aerodinamica senza tempo.

Eppure, la Ro80 correva a 180 km/h, faceva da 0 a 100 in 12,8 secondi e consumava… ehm… 11,2 litri ogni 100 km. Non proprio una Prius. Ma che importa. Era visionaria. Era coraggiosa. Era un disastro adorabile.

Vista posteriore di tre quarti della NSU Ro80 arancione su una strada di ciottoli.
La coda tronca della Ro80, un elemento chiave per l’efficienza aerodinamica.

In sintesi: la Ro80 era la Apple Newton del mondo automobilistico. Troppo avanti per i suoi tempi. E proprio per questo, semplicemente indimenticabile.

Vista posteriore centrale della NSU Ro80 con targa polacca e logo Ro 80 visibile.
La pulizia delle linee posteriori, dominata dai grandi gruppi ottici e dai profili cromati.
Dai gas alle leggende

Anche il più piccolo gesto può farsi custode di questa passione, permettendomi di preservare la cura dei dettagli e la costanza del racconto. Il vostro sostegno è il carburante che alimenta questo viaggio tra le leggende, affinché la loro magia continui a scorrere, intatta, su queste pagine...

Dove ho trovato le informazioni per realizzare l’articolo su NSU Ro80

Le informazioni presenti in questo articolo sono state raccolte e verificate attingendo a fonti autorevoli e riconosciute nel mondo dell’automobile. In particolare, sono stati consultati: la voce di Wikipedia “NSU Ro 80” (Maggio 2006); l’articolo di La Escuderìa “NSU Ro 80, el coche con motor rotativo que se adelantó a su tiempo” (Maggio 2023); l’approfondimento di Motor1.com “NSU Ro 80, i 50 anni di un’incompiuta” (Novembre 2017); l’articolo di Veloce.it “MAUTO, 12 prime volte: NSU Ro 80” (Febbraio 2021); il contributo di Classic2Vintage “NSU Ro 80 – Wankel: das Auto” (Giugno 2022); e la retrospettiva pubblicata da Road & Track “This Rotary-Engine Sedan Was a Revolution (and a Total Failure)” (Aprile 2023). Queste fonti hanno fornito una base solida per descrivere in modo accurato la storia, la tecnica e il contesto della NSU Ro 80.

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